-
Pagina 1
Il GSD Mombocar “Argenta - Riso San Marco”, in collaborazione con l’Assessorato
allo Sport del Comune di Verona, ha ripristinato nel 2008 l’organizzazione
della corsa più vecchia e longeva del mondo, ovvero il Palio di Verona o
“Palio del drappo verde”. Lo statistico inglese Andy Milroy, uno dei fondatori
dell’Associazione ARRS, che si occupa appunto di storia e statistiche internazionali
di Atletica Leggera, riporta infatti il Palio del drappo verde al primo posto della
lista “Longest Running Road Races”, dove risulta con grande soddisfazione di tutti i
Veronesi che il Palio di Verona vanta ben 591 edizioni, di cui appunto l’ultima
disputatasi il 16 marzo 2008. Nel 2008 sono ricorsi inoltre 800 anni dalla nascita
di questa storica corsa podistica.
-
Pagina 2
Il Palio sarebbe nato come idea nel 1207, ma sarebbe stato effettuato materialmente
l’anno dopo, considerato che inizialmente lo si volle organizzare nella prima domenica
di Quaresima. Nel 2008 si è quindi celebrato l’ottavo centenario della sua istituzione.
Come confermato dallo storico e linguista veronese Giovanni Rapelli, il primo
documento che stabilisca le regole del Palio è lo Statuto di Alberto Della Scala,
redatto nel 1271 e contenente molti riferimenti a consuetudini inveterate, come
appunto il nostro Palio.
Un’altra importante e celebre testimonianza ci viene offerta dal sommo Poeta Dante
Alighieri nella Divina Commedia, quando scrive nel canto quindicesimo dell'Inferno (versi 121-124):
Poi si rivolse e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna. E parve di costoro
quelli che vince non colui che perde
-
Pagina 3
I versi sono riferiti all'incontro di Dante con il maestro Brunetto Latini.
In questi quattro versi Dante documenta proprio l'esistenza di una corsa podistica
che si disputava a Verona la prima domenica di quaresima, detta "corsa del palio"
o "del drappo verde". La città di Verona ha sempre avuto una grande importanza
nella vita del poeta, essendo stato il primo rifugio sicuro, precisamente nel
sobborgo di Santa Lucia, nel quale Dante, esiliato da Firenze, ha trovato accoglienza.
-
Pagina 4
Inizialmente, il primo premio di questa corsa consisteva di una pezza di panno
pregiato di colore non specificato; è al tempo di Dante che compare il famoso
panno verde. Diversi i percorsi citati nei vari documentati ritrovati. Inizialmente
la corsa partiva probabilmente dalla contrada di Tomba (l’attuale Tombetta),
entrando in città dalla Porta Rofiolo per concludersi a S. Anastasia. Nella piazza
di arrivo, che fino al 1270 circa (quando si iniziò a costruire l’attuale S. Anastasia)
divideva due preesistenti chiesette, un cippo costituiva la “meta”: la si doveva
toccare a riprova dell’avvenuto compimento della corsa. Quando venne costruita
l’attuale Porta Palio (anni 1542-1557), la corsa partiva da S. Lucia e fu fatta passare
proprio dalla nuova porta sammicheliana, che perciò venne detta “del Palio”. I vari
percorsi toccarono altri siti prestigiosi di allora di Verona, come la chiesa e convento
di San Francesco al Corso (é storicamente accertato il collegamento del nome alla corsa
del Palio di Verona, che passava proprio davanti alla chiesa), l’Arena, l’Arco dei Gavi,
San Fermo, Piazza Erbe (il Foro Romano), ecc.
-
Pagina 5
La popolare corsa veronese venne indetta ogni anno e fu tralasciata solo quando
capitavano guerre, calamità naturali e pestilenze. L’arrivo dei francesi nel 1796
causò la fine del Palio. Successivamente vi fu una sola riedizione della celebre
corsa podistica, stavolta sul tracciato Porta Stupa - Santa Anastasia: fu il 26
marzo 1816, per festeggiare l’arrivo dell’imperatore austriaco Francesco I. La
“Porta Stupa” era quella del Palio: venne così chiamata dal popolo perché rimase
sempre chiusa da quando Verona, nel 1630, fu colpita dalla peste.
Sul sito www.mombocar.it sono riportate altre interessanti notizie storiche, compresa
un’apposita relazione dello storico e linguista Giovanni Rapelli ed un ampia
bibliografia sul Palio del drappo verde.